Il post che mi farà perdere follower

Ovvero, come essere una donna ecologica anche in quei giorni

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Ebbene si. Parliamo proprio di quelle famose cinque giornate , chi più chi meno, che una donna deve  patire ogni mese  finché le sue ovaie lavoreranno. Per cui vien da se che l’argomento che andrò a trattare sarà molto particolare, e soprattutto delicato.
** Per cui astenersi donne che a 40 anni ancora chiamano “cosina” o “stellina” la loro vagina perché chiamarla per nome è troppo volgare, o donne che hanno un sacco di problemi a relazionarsi con la loro parte più intima, e uomini che non vogliono leggere questo post!**
Dunque, essere una donna green significa cercare di rispettare l’ambiente non solo con un’alimentazione più sana e genuina, ma anche rapportarsi nella vita di tutti i giorni dando un contributo per la salvaguardia di questo ambiente che un domani apparterrà ai nostri figli. Sono stata un portabandiera dei pannolini lavabili per mia figlia, come non potevo dunque cercare l’alternativa al classico assorbente? Così circa un anno fa girando in rete, con il proposito di migliorare,  mi sono imbattuta in una particolare “cosa” che mi ha aperto gli occhi su un mondo completamente a me sconosciuto ma che credetemi, ancora oggi mi domando perché non l’avessi usata prima.  Sto parlando della (rullo di tamburi) coppetta mestruale. Si tratta di un semplice “strumento” fatto in silicone, a forma di coppetta, per raccogliere le mestruazioni. Basta, nulla di così arcaico o tecnologico. L’alternativa ecologica ed economica agli assorbenti interni ed esterni. coppette_mestruali_samifarAll’inizio ero molto titubante. Ho letto moltissimo riguardo l’argomento per cercare di darmi coraggio nell’ordinare una cosa cosi strana e ancora poco conosciuta, ma girando su internet mi sono imbattuta in una ditta francese dai prezzi veramente competitivi e così mi sono detta: “ok la ordino, se non ce la faccio almeno non ho speso tanti soldi”. Con il passare dei giorni mi ero gasata all’idea di avere un qualcosa di diverso e non nego che quella è stata l’unica volta che non vedevo l’ora di avere il ciclo. Una pazza. Quando è arrivata ero piena di gioia e gaudio a tal punto da mostrarla a tutti qui in ufficio.  Immaginate cosi la scena di una me (vedi la foto del casting di BakeOff) che se ne va in giro per lo stabile con la coppetta in mano a fare una specie di quiz a premio a uomini e donne decantando nel contempo le preziose doti di questa “diavoleria”. Roba da film del ciclo “American Idiots” .
Giunta a casa la prima cosa che ho fatto è stata sterilizzarla. Pentolino, acqua bollente e via per una decina di minuti.  Una volta asciutta l’ho riposta nel suo sacchettino. E poi pazientemente ho aspettato il ciclo. Una volta arrivate è cominciato il mio viaggio alla scoperta della coppetta. Non nego che gli inizi sono stati traumatici. Non andavamo molto d’accordo e non riuscivo a capire perché. L’inserimento della coppetta avveniva come da istruzioni, e per una metodica come me non c’era parte che non avessi fatto. Eppure qualcosa non andava. A volte la mettevo giusta e a volte no e non riuscivo a capire perché. Nel primo mese  ho dovuto continuare a mettere dei salvaslip con mio grande dispiacere. Ma era diventata una questione di principio: dovevo farcela. Leggevo sui forum (si, esistono anche dei forum sulla coppetta -.- ) di gente soddisfatta al 100% che non mostrava problemi all’inserimento ma leggevo anche di gente che come me invece, ogni volta era una lotta. Dunque non ero la sola, ma volevo essere tra quelle che inneggiavano ai grandi benefici della coppetta.  Così mi prendevo del tempo e cercavo la soluzione più ottimale per il mio corpo. Nonostante alti e bassi però, già percepivo il netto miglioramento: il ciclo sembrava più corto e meno pesante da gestire. Le giornate passavano tranquille e spesso (quando non avevo incidenti) mi dimenticavo di avere sia l’uno che l’altro.  Fin qui tutto bene mi direte voi. La coppetta va svuotata ogni 4-6 ore (dipende dal ciclo) e questo va bene soprattutto quando si sta in ambienti domestici o comunque dove si ha una certa familiarità. E quando si ha a che fare con posti pubblici o bagni privi di acqua? ta-dà…. a voi la mia esperienza.

Eccolo li…  un giorno di maggio arriva la grande prova: un viaggio all’estero.  Non so per quale motivo ma il mio corpo vuole sempre omaggiarmi di un

20130530125740903compagno di avventure fedele e  di troppo. Dunque quel week-end non poteva essere da meno. Che fai non ci vai a Londra con il ciclo? Così partii per la bella capitale carica di sogni e con la coppetta mestruale al seguito. Appena atterrai all’aeroporto la prima cosa che feci fu testare i bellissimi bagni. Sapevo che non avrei trovato un bidet, ne tanto meno un lavandino dentro la stanza del trono, (figurarsi) cosi mi armai di bottiglietta d’acqua e salviette igieniche biodegradabili e entrai.
Certo la mia goffaggine non mi aiutò molto, ma il risultato fu meno traumatico di quello che in realtà si possa pensare. E li capii una cosa, probabilmente lo stile British di quei bagni cosi perfetti mi avevano illuminato. Avevo capito che quando inserivo la coppetta, non controllavo che tutti i bordi fossero ben aderenti alla parete e questo causava una falla nel mio fantastico sistema. Dovevo semplicemente compiere un giro d’assestamento per creare una specie di sottovuoto e risolvere così tutti i miei problemi.  Da quel momento la strada verso la felicità fu sempre in salita. Giravo per Londra senza problemi, non avevo nemmeno necessità di fermarmi ogni due per tre nei vari bagni della capitale e mi muovevo come se nulla fosse, dimenticandomi di avere il ciclo.

Poi purtroppo, mio malgrado sono dovuta tornare in patria, ma vabbhè questo è un discorso a parte.  Ma nel tornare a casa, la prima cosa che ho fatto è stata parlare con le mie amiche di questa coppetta. Certo, non sono convinte della cosa e hanno molti timori, ma solo il fatto di averglielo detto mi ha fatto sentire bene.
Dunque, alla fine di questo post lungo una quaresima, mi sento di consigliare questa coppetta a tutte le donne che vogliono dedicare maggiore attenzione all’ambiente e al proprio portafogli nonché alla propria salute. Volete delle ottime ragioni?

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1) Economica: l’investimento iniziale va dai 10 ai 30€ ma se pensate che questa vi dura dai 5-10 anni, fate un calcolo di quanto risparmiereste sull’acquisto degli assorbenti;
2) Ecologica: la cup si usa e riusa per molti anni. Basta sterilizzarla ogni fine ciclo. Gli assorbenti (come i pannolini) non sono rifiuti riciclabili, vale a dire che si accumulano nelle discariche producendo un grosso impatto ambientale difficile da smaltire;
3) Pratica: nonostante i problemi iniziali, la cup è facile da inserire e da togliere. Anche in caso di flusso abbondante dovrete cambiarla di meno rispetto agli assorbenti, e la notte non da assolutamente problemi.
4) Anallergica: il materiale usato è completamente compatibile con il nostro corpo, quindi questo implica che è del tutto naturale rispetto agli assorbenti che vengono trattati con sbiancanti e cloro. Senza contare il fatto che la pelle respira dal momento che non si trova a contatto con queste sostanze per tutta la durata del ciclo;
5) Sport e tempo libero: dal momento che è praticamente invisibile e confortevole la potrete usare durante la pratica sportiva e durante le giornate al mare senza imbarazzi vari;
6) Cambiare la mentalità: questo è uno degli aspetti più importanti su cui si basa la nostra società attuale. Siamo troppo abituati alla cultura dell’usa-e-getta a partire dai piatti e tovaglioli nell’uso domestico. Ma se pensiamo che una volta non c’era questo finto benessere, ci viene spontaneo e normale cercare di ritornare un pochino alle origini. I piatti si lavano, i tovaglioli anche, e cosi anche la coppetta mestruale diventa una valida alternativa da seguire per fare qual passo in più  verso il vero benessere e una presa di coscienza più consapevole.

Spero di avervi se non convinto, dato uno spunto green in più su cui pensare, per un domani migliore. In giro troverete moltissime informazioni tecniche e molti siti dove poterla acquistare, ma se volte farmi qualche domanda più personale non esitate a contattarmi. Sarò felice di condividere con voi la mia esperienza.

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7 pensieri su “Il post che mi farà perdere follower

  1. Da quando l’ho iniziata ad usare io ho smesso di segnare le date sul calendario perché adesso non ho più nessun problema “logistico”. Dovrebbero mandare una lettera a casa a tutte le donne per avvisarle! Altro che perdere follower!

    • Mi fa piacere di trovare una testimonianza positiva alla coppetta!! 😀
      Il problema è che spesso quando inizio a descrivere di cosa si tratta mi fanno sempre facce strane come se provenissi da Marte. Ma sono sicura che prima o poi questa rivoluzionerà molte donne
      Grazie per il commento

    • Ahahahaha 🙂 Magari! Di questi tempi poi uno deve inventarsi un lavoro! Guarda all’inizio io ero mooooolto scettica credimi, considera che sto completamente cambiando il mio modo di vivere (da viziata del benessere al mondo green) ma se hai coraggio nell’affrontare questa cosa secondo me tentar non nuoce. ^.^

      • ma si hai perfettamente ragione, tentar non nuoce affatto, per esempio tempo fa avevo provato con l’anello anticoncezionale al posto della pillola, ma al mio organismo non andava bene , dolori , secchezza ecc…però sono contenta di aver provato….non siamo mica dei fossili !!!!

      • Giustissimo! 🙂
        Questa è la mia concezione di vita applicata un po’ a tutto per cui mi trovi in completo accordo

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