La scelta vegetariana

VeganCollage

**Attenzione: questo non vuole essere un post in cui spiegare i motivi etici per cui ho deciso di riavvicinarmi a questa scelta di vita. Vuole solo essere un post in cui esprimere le MIE personali considerazioni sull’argomento, spiegando che una vita sana, in completa armonia con l’ambiente, spendendo poco grazie all’auto produzione è possibile.**

Nonostante molte più persone si stiano avvicinando a questo stile di vita, ogni volta che pronuncio la parola vegetariana o vegana, ancora strabuzzano gli occhi nemmeno provenissi da Marte.

E li ovviamente scatta la solita domanda del perché di questa scelta. L’ultima proprio questa mattina, al ché mi sono limitata a rispondere: “perché si”.  La cosa che mi sconcerta più di tutte è che spesso la gente crede e pensa che vegetariano vuol dire una cucina complicata e laboriosa a cui serve dedicare moltissimo tempo. Questo perché mi sento dire e controbattere: “eh ma io non ho tempo almeno la fettina la prendi e la butti in padella” Come se chi è vegetariano non lavora, non ha vita sociale. E qui poi mi vien da pensare se chi fa questo ragionamento mangia la carne perché crede sia la strada più breve per l’alimentazione oppure perché prova davvero piacere nel mangiarla.

Il vegetariano in cucina

In realtà la cucina vegetariana e vegana non è poi cosi complicata come sembrerebbe. Come in tutte le cose, anche nella cucina onnivora, quello che serve è l’ organizzazione. Quando si ha questa, il tutto risulta molto più semplice e sbrigativo.

Nella mia famiglia abbiamo re-intrapreso questo cammino da qualche settimana, forse perché nonostante abbia dovuto interrompere per via della gravidanza (si lo so ma qui entriamo in un discorso senza fine) dentro di me ho sempre avuto una parte verde che mi stava chiamando, così complice un po’ il programma Masterchef e complice il fatto che adoro mangiare, mi sono rimessa ai fornelli con la voglia di esplorare gusti e sapori che da tempo avevo lasciato stare per via della mia bimba. Ora che lei ha tre anni ed è un tantino più autonoma posso finalmente dedicarmi a qualche “capolavoro” culinario” del tutto vegetale. E come saprete, con una bimba, un lavoro e 8 animali non ho moltissimo tempo a disposizione. Eppure mangiare sano si può.
In questo periodo cercando in rete mi sono imbattuta in moltissime ricette vegane e vegetariane che ho trovato perfette anche per il discorso di autoproduzione che stiamo mettendo in pratica. Cosi, mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a fare biscotti, merendine, pane, pizza, maionese, panini al sesamo per degli ottimi Veggie Burger e via discorrendo, scoprendo non solo una grande soddisfazione nel dare alla mia famiglia qualcosa di sano e genuino fatto da me, ma anche nuovi sapori della terra e dell’orto che fino a qualche mese fa erano a me sconosciuti.  Ho scoperto la lievitazione grazie al lievito madre (vedi articolo) e la naturale bellezza dei germogli fatti in casa, di cui mio marito e mia figlia ne vanno pazzi.

Come fare

La cosa importante in questa scelta è cercare di equilibrare il modo di mangiare, cercando di variare il più possibile e scegliendo sempre frutta e verdura di stagione, possibilmente di provenienza italiana.  Ad esempio io mi rifornisco sempre dal mio amico magrebino che ha un negozietto vicino casa che ha sempre ottima frutta e verdura italiana di qualità. Con appena 5 euro mi porto a casa almeno 4 buste di roba e considerate che da noi ci sono anche i porcellini d’india che sono vegetariani! Per le uova ho scoperto da poco  una piccola azienda italiana a conduzione familiare, che per 7 euro ti fa portare a casa 30 uova (quindi sono circa 0.23€ al pezzo) freschissime allevate a terra. Certo l’allevamento sarebbe meglio quello del tipo “razzolamento free”, ma di certo sempre meglio delle uova di batteria di dubbia provenienza. Qui almeno ho la possibilità di poter vedere le galline. Mi direte voi che però bisogna stare attenti perché non ci sono controlli etc. E’ vero, ma come in tutto basta il buon senso. Se non sono sicura di queste uova certo non ci vado a cucinare cose a crudo tipo maionese o tiramisù, ma se proprio devo sappiate che le uova si possono tranquillamente pastorizzare in casa. In alternativa, per preparazioni particolari,  si possono comprare uova bio di allevamento a terra.
La seconda fase, come dicevo prima, è l’organizzazione. Io ad esempio mi strutturo mentalmente la settimana, pensando a grandi linee cosa fare e come equilibrare la presenza di uova, legumi,  proteine e carboidrati. La cosa più difficile da gestire  (secondo me) è l’uovo. Vuoi o non vuoi è onnipresente per cui è importante equilibrare anche con piatti vegani, i quali non richiedono l’uso di nessun prodotto di origine animale, con risparmio oltre che sulla nostra salute, anche in termini economici.
I piatti che richiedono una preparazione più laboriosa e lunga, come ad esempio il seitan fatto in casa o il muscolo di grano,possono essere realizzati in una giornata in cui si ha un po’ più di tempo aumentando la dose, in modo da poterlo congelare e averlo pronto per quando si vuole fare ad esempio un delizioso spezzatino, o delle scaloppine.
Come vedete dunque, strutturare una “dieta” vegetariana,  non è molto diversa da una con presenza di carne e pesce. Certo, mi direte voi, mangiare vegetariano costa, se ci si sofferma sulle farine e sui prodotti già pronti, ma credetemi che quello che si risparmia sulla maggior parte delle cose di uso quotidiano, lo si può reinvestire in qualcosa di più sano e meno dannoso per l’organismo.
Ieri ad esempio, mi sono portata a casa un dado granulare vegetale da agricoltura biologica priva di glutammato. E’ vero il dado posso farmelo a casa, il che sarebbe ancora meglio e su questo ci sto lavorando, ma intanto per il bene e la salute della famiglia, risparmiando su un pacco di biscotti ho potuto acquistare un prodotto più genuino.
Insomma, essere vegano o vegatriano oggi giorno non è cosi difficile. Fortunatamente ho potuto constare che inizia ad esserci una certa apertura mentale riguardo all’argomento e che i grossi supermercati hanno molti più prodotti rispetto a prima, per cui credo che spesso, dietro ci sia più un discorso di pigrizia e la scelta di non sapere come stanno davvero le cose.

Intendiamoci, non condanno il contadino che alleva la sua gallina o il suo maiale e se lo mangia, in quanto ha avuto quanto meno il coraggio di farlo con le sue stesse mani. Condanno il sistema che non ci permette di vedere come stanno realmente le cose, di come se si mangiasse meno carne, ci sarebbe meno fame nel mondo e di come per far spazio a industrie e campi si faccia razzia della nostra terra.  Ma qui entriamo in un discorso davvero ampio sulla scelta etica e morale. Non sono una portabandiera in quanto ho mangiato carne fino a un mese fa (con la consapevolezza di come quella carne veniva uccisa) ma un ritorno alle origini fa davvero bene all’anima e al cuore. E poi sinceramente, veder pascolare le mucche su un prato senza sentirmi in colpa non ha prezzo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...